Chi siamo

 

Siamo un insieme di comitati, realtà di base ed attivisti della Campania che in autonomia da partiti e sindacati confederali lottano per un altro piano dei rifiuti concordato, partecipato e controllato dalle comunità.

Resistiamo nei differenti territori della Campania alla devastazione ambientale e territoriale provocata in 14 anni dal centrosinistra e dal centrodestra che in complicità con camorra, ecomafie e lobbie industriali hanno ridotto la Regione ad una discarica cielo aperto riempiendola di rifiuti tossici ed immondizia tal quale. Lottiamo per un piano rifiuti compatibile con la salute collettiva senza inceneritori e megadiscariche incentrato sulla strategia “ZERO RIFIUTI” e siamo parte di una rete nazionale ed internazionale che si batte per gli stessi obbiettivi contro la potente lobbie inceneritorista che va dalle multinazionali Veolia/Vivendi alle italiane Impregilo, HERA, ASM, A2A…

 

La Rete Campana Salute Ambiente nasce nel 2003 dalle  mobilitazioni popolari di Acerra contro la costruzione del Termovalorizzatore più grande e nocivo d’Europa voluto dal Piano Rastrelli (governatore di Centro Destra) e portato avanti da Bassolino (Centrosinistra) e si propone di collegare la mobilitazione di Acerra con le resistenze che nel frattempo nascono in Campania per la chiusura delle discariche non a norma che negli anni hanno inghiottito tonnellate di rifiuti illegali, tossici come tal quale localizzate a Pianura, Giugliano, Campagna, Serre, Difesa Grande, Lo Uttaro ed in tutte le provincie della Campania.

Se la resistenza locale delle comunità, nella maggior parte dei casi lasciate sole a se stesse dalla politica ufficiale tranne che nel momento di chiudere mediazioni al ribasso, rappresenta il concreto ostacolo ai disegni degli avvelenatori, la connessione di queste resistenze sul piano regionale e nazionale diventa la principale necessità per andare oltre l’ambito locale è vincere davvero la battaglia. Per questo l’obbiettivo di un nuovo piano regionale partecipato rispettoso dei territori, della salute e dell’ambiente è il salto di qualità politico che unifica le mobilitazioni contro la logica di piano del potere.

E’ intorno a questa scommessa/necessità che crescerà la Rete Campana Salute Ambiente costruendo iniziative locali, regionali e nazionali di mobilitazione, informazione, mettendo insieme resistenza e   proposta alternativa. Cortei, presidi, azioni di lotta che cercheranno di porre l’accento sulle responsabilità politiche e sulle alternative necessarie. Sfida nella quale oggi siamo più che mai impegnati.

La scellerata gestione dei rifiuti si riproduce identica a se stessa per 14 anni con il paravento del commissariato straordinario che avoca a se tutti i poteri ed esautora le comunità locali da ogni decisione, mentre consegna in mano alle lobbie di partiti, ecomafie e grandi industrie il businnes dei rifiuti.Siamo al cospetto di una falsa emergenza voluta ed alimentata allo scopo di drenare una quantità sempre maggiore di fondi pubblici da dirottare verso interessi privati. Si sa che nell’emergenza tutto costa di più mentre vincoli e controlli sono facili da scavalcare con ordinanze e se necessario decreti legge, che come ci insegna la vicenda di Serre si possono fare anche in 24 ore, scavalcando tutti i poteri compreso quello giudiziario.

In questo senso non possiamo dimenticare un’altra emergenza, quella del dopo terremoto in Campania, gestita nella medesima maniera e che fu fonte di un’enorme spreco di denaro pubblico, nonché l’inizio come sostengono autorevoli fonti di quello che sarebbe diventato il nuovo ciclo economico legato dello sversamento/sotterramento dei rifiuti tossici industriali provenienti dall’ Italia e dall’Europa.

  
RIFIUTI ZERO 

E’ una modalità strategica di gestione dei rifiuti già  adottata in diversi posti del mondo come a Fresno (California), S.Francisco, San Jose (capoluogo popolosissimo della “mitica” silicon valley), Sidney, Oakland, Palo Alto, Tel Aviv, Santa Cruz, Sacramento,Los Angeles, Nuova Zelanda, Seattle, Buenos Aires ed applicato di fatto in tantissime altre città.

 

E’ una strategia di gestione dei rifiuti radicalmente opposta all’ attuale incentrata, anche in violazione delle norme europee sulla devastante coppia inceneritori/megadiscariche.

Rifiuti Zero punta alla loro riduzione, riuso, recupero e riciclo dei materiali post consumo mirando a  zero rifiuti nel 2020.

La strategia Rifiuti Zero”,  permette il più alto bilancio energetico ( e quindi il più alto risparmio in rapporto a tutti gli altri sistemi (inceneritori, rigassifficatori, dissociatori molecolari) si articola in:

 

1)      il recupero dei materiali “post consumo” attraverso l’allungamento del ciclo di vita delle merci (sia in fase di progettazione che di uso mediante il riutilizzo)

2)      La messa al bando della plastica monouso e la riduzione degli imballaggi inutili a monte

3)      la raccolta differenziata porta a porta che rende possibile percentuali di recupero vicine all’80 %. Con il raggiungimento di queste percentuali così come avviene in migliaia di città nel mondo, che fanno a meno di inceneritori e discariche,  il problema “rifiuti” sarebbe per la gran parte risolto

4)      L’attivazione della filiera per il riciclo del secco da trasformare in nuova materia e dell’umido da inviare a compostaggio. 

5)      L’utilizzo degli impianti di TBM trattamento a freddo o meccanico/biologico, capaci di inertizzare, il residuo 20% dei rifiuti attraverso un processo del tutto naturale e paragonabile a ciò che avviene normalmente in un bosco in inverno (digestione aerobica). Questo processo permetterebbe la riduzione di peso di circa la metà ed il deposito sicuro del materiale di risulta, tra l’altro utilizzabile per la sotto pavimentazione stradale. Gli impianti di TMB a chiusura del ciclo in alternativa agli inceneritori, oltre che essere sicuri sotto il profilo ambientale e sanitario sono anche molto più economici e forse è proprio questo il vero motivo di tanto ostracismo.

6)      La visibilità dei residui del ciclo è fondamentale per il fatto che attraverso di essi è possibile affrontare a monte il problema in termini di una diversa progettazione dei beni e degli stessi materiali in maniera tale da abolire a monte, dal lato della produzione i rifiuti non recuperabili.

  

La riscrittura in termini partecipati del Piano di smaltimento  e nel caso Campano il rientro ai poteri ordinari ed un adeguato controllo dal basso, che coinvolga e responsabilizzi direttamente le comunità rappresentano l’inizio e la fine di un buon processo e di una civile gestione dei rifiuti.

La Rete Campana Salute Ambiente aderisce al patto di mutuo soccorso nazionale e si batte per la partecipazione ai processi decisionali, la difesa della salute, dell’ambiente e dei beni comuni. Per tali motivi fa della critica complessiva all’attuale modello di sviluppo il suo carattere strategico generale.

  

Aderisci ai comitati locali, partecipa in prima persona

 

x info e collaborazioni

 

retecampanasaluteambiente@noglobal.org - rifiutizerocampania@inventati.org